Dal Trentino una mostra di sculture in legno

Si inaugurerà sabato 14 marzo, alle ore 16.00, a Vescovana (PD), presso Villa Pisani Bolognesi Scalabrin, una nuova tappa di “Luci ed ombre del legno..una mostra che viaggia 2020”, un appuntamento ormai consolidato nel panorama artistico nazionale.

Si tratta di un percorso espositivo che permette di confrontare diverse espressioni che la scultura lignea contemporanea può assumere, raccontando il forte legame esistente tra l’animo delle popolazioni di montagna con bosco, gestito secondo criteri sostenibili. La mostra vuole al tempo stesso esportare al di fuori delle vallate alpine abituali una forma culturale che caratterizza la Provincia di Trento e valorizzare un territorio, l’Altopiano del Tesino, attraverso una delle principali risorse naturali che più squisitamente lo caratterizzano: il legno.

“Dal 2006 – raccontano gli organizzatori – la mostra è stata complessivamente visitata da oltre 80.000 persone, ha saputo unire il Nord ed il Sud Italia, dalla provincia di Bolzano a quella di Salerno, in un autentico abbraccio culturale che ha attraversato rinomati centri culturali e piccoli ma preziosi borghi, che hanno saputo credere nella bontà dell’iniziativa”.

La mostra è l’espressione concreta del Simposio internazionale che ormai da diciotto anni si svolge durante l’ultima settimana di luglio nell’ altopiano del Tesino. Vengono infatti portate in mostra le opere vincitrici a testimonianza della grande valenza culturale, oltre che estetica, che la risorsa legno può assumere nelle valli alpine, in particolare nella provincia di Trento, quando questo prodotto viene plasmato dalle mani di esperti scultori.

Dino Damiani (NO), Ionel Alexandrescu (Romania), Gianangelo Longhini (VI), Stefania Nicolo (BI) sono i protagonisti dell’edizione 2020. A loro, come ormai tradizione l’organizzazione ha affiancato un artista “al di fuori del Simposio”, selezionato tra i più rappresentativi scultori del Trentino-Alto Adige. Per questa edizione la scelta è ricaduta sul trentino Carlo Scantamburlo.

In tutto ventuno opere, originali e suggestive, a disposizione per essere osservate dal vero in un viaggio allegorico ed emozionale. Un modo innovativo per conoscere un territorio attraverso le suggestioni e gli odori rimasti impressi nell’opera d’arte.

La mostra resterà visitabile a Villa Pisani Bolognesi Scalabrin al 9 aprile 2020, dopodichè si sposterà a Dozza città d’Arte, in provincia di Bologna.

Luci ed Ombre del Legno

La mostra è organizzata dal Centro di Documentazione del Lavoro sui Boschi ed è resa possibile grazie al supporto attivo della Provincia Autonoma di Trento, della Regione Trentino Alto Adige, dei Comuni di Castello Tesino, Pieve Tesino, Cinte Tesino, Bieno, Castel Ivano, dell’APT Valsugana, della Galleria d’Arte Atrebates, della Fondazione Dozza città d’Arte, della Floricoltura Roncador, dell’Osteria Dozza.

Gabriele Bertacchini

 

Il percorso espositivo 2020

Trento – Palazzo Roccabruna – 10 gennaio – 13 febbraio

Borgo Valsugana (TN) – Spazio Erika Klien – 15 febbraio – 7 marzo

Vescovana (PD) – Villa Pisani Bolognesi Scalabrin – 14 marzo – 9 aprile

Dozza città d’Arte (BO) – Rocca sforzesca – 11 aprile – 12 maggio
Esibizione di Simone Carole Levy dal 14 al 19 aprile

Oliveto Citra (SA) – Casa Via Coste – 16 maggio – 30 giugno

 

Gli artisti in mostra

 

Carlo Scantamburlo

L’artista ha frequentato il legno in tutte le sue molteplici presenze: osservando la natura, riflettendo sulle pagine aperte dei libri, immergendoci in storie confuse con l’immaginario. E ogni volta ci trasporta lungo le scanalature nate dal lavorio della sgorbia, infossandoci in profondità che scavalcano i dati di realtà, là dove le ombre prevalgono sulla luce e i chiaroscuri diventano poesia e filosofia.

Carlo Scantamburlo è un valente intagliatore, costruttore di mondi, plasmatore di universi lignei. Nel vederlo all’opera, nel sentirlo parlare del suo mondo, non facciamo fatica ad identificarlo con quella casta un tempo composta da druidi o scribi, i quali detenevano la conoscenza del gesto trasformato in segno e in parola.

Carlo Scantamburlo è un piccolo scrigno di saperi e come tutti gli scrigni racchiude al proprio interno gli strumenti del fare ammantati da una sacra luce.

 

Dino Damiani

Questo artista piemontese che scolpisce da oltre quarant’anni è nato tra le novaresi colline di Grignasco. È così che lo troviamo a quindici anni al lavoro come “apprendista scultore” nella bottega di un artigiano mobiliere. Ma nel frattempo studia per cinque anni nella storica Scuola di Barolo sotto la guida di Arturo Farinoni e di Lino Tosi. Più tardi ha frequentato lo studio di Peppino Sacchi, scultore novarese di Gozzano.

Damiani è uno scultore che tende a rastremare, ad essenzializzare sempre più le sue figure sino, in certi cosi da abolire le braccia a favore di un’estrema stilizzazione “stenografica”.

 

Ionel Alexandrescu

Abitando e lavorando a Torino da una ventina d’anni questo scultore nato a Bordesti in Romania, può essere considerato un artista rumeno-italiano. Quello di Ionel è un bell’esempio di come un immigrato (con tanti saluti alle rozze xenofobie) viene ad arricchire il patrimonio, in questo caso artistico, d’Italia. Alexandrescu nel nostro “Luci e Ombre del legno” ha spopolato, vincendo il primo premio (e quello del pubblico) nel 2013; rivincendo il primo premio nel 2016, il terzo nel 2018 e il secondo premio nel 2019. Alexandrescu è un artista che sa modernamente e potentemente indagare e raffigurare gli eterni drammi degli esseri umani.

 

Giangelo Longhini

L’asiaghese Gianangelo Longhini è un affezionato del Simposio del Tesino e due volte vi è stato premiato: nel 2017 si è aggiudicato il secondo premio con “Incontri di luce” e nel 2019 il terzo premio con “Aprirsi alla luce”. La luce è quindi, come annunciato nei titoli, la protagonista delle sculture astratte di questo artista, nato nel 1945, che vive e lavora ad Asiago e che da   ragazzo conosce il professor Luciano Soppelsa frequentandone lo studio. Gianangelo impara a modellare l’argilla e partecipa a centinaia di manifestazioni di scultura in Italia, Austria e Svizzera. È la natura ad ispirare le sue sculture astratte, la natura che contiene – assieme a quelle concrete – anche infinite forme astratte. Longhini è uno scultore che sa trattare il legno con ammirabile leggerezza: lo perfora, lo svuota, lo alleggerisce del peso della materia, ne libera forme eleganti, fantasiose, luminose.

 

Stefania Nicolo

Stefania Nicolo è nata a Biella nel 1989. Fin da bambina ama l’arte del disegno, sua grande passione, che la porterà ad iscriversi all’accademia di Brera, presso la quale ha conseguito la laurea in pittura. Nel laboratorio del padre si avvicina ed approfondisce l’arte della scultura lignea, che poco alla volta, diventa una professione a tutti gli effetti. Si cimenta in composizioni in cui l’elemento fantasioso e magico tende a nobilitarsi e a catturare l’attenzione e l’ammirazione del pubblico, che si sente trasportare in un mondo fantastico e colorato. Le sue opere parlano e si fanno portavoce di ricordi e sogni d’infanzia, capaci di emozionare però anche un pubblico adulto. Le sue tinte pastello, stese con delicatezza e senza coprire le venature naturali del legno, creano giochi chiaroscurali di luci ed ombre, caricando l’opera di grande forza e vitalità.

 

Organizzazione e ideazione

Centro documentazione del Lavoro nei Boschi

 

Progetto a cura di

Gabriele Bertacchini
Remo Tomasetti

 

Con il supporto di

Provincia Autonoma di Trento
Regione Trentino Alto Adige
Comune di Castello Tesino
Comune di Pieve Tesino
Comune di Cinte Tesino
Comune di Bieno
Comune di Castel Ivano
Azienda per il turismo Valsugana
Stubai
Galleria d’Arte Atrebates
Fondazione Dozza città d’arte
Floricoltura Roncador Valentino
Osteria Dozza

 

Patrocini

Comune di Dozza (BO)
Comune di Oliveto Citra (SA)
Comune di Borgo Valsugana (TN)
PEFC Italia

 

Sito internet della manifestazione

www.luciedombredellegno.it

 

Catalogo a disposizione nelle sedi ospitanti